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Studio
12
Spiegazione
Della Carta Rapresentante
Il Piano Della Eta’.

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– LE ETA’.
– LE MIETITURE’.
– GRADI DI POSIZIONE REALI E QUELLI RIGUARDATI
COME TALI.
– IL CORSO DELLA VITA DEL NOSTRO SIGNOR GESU’
– QUELLO DELLA VITA DEI SUOI DISCEPOLI.
– TRE CLASSI NELLA CHIESA NOMINALE.
– LA SEPARAZIONE ALL’EPOCA MIETITURA.
– LA CLASSE UNTA E GLORIFICATA.
– LA CLASSE DELLA GRANDE TRIBOLAZIONE.
– LA ZIZZANNIA ARSA.
– IL MONDO BENEDETTO.
– LA FINE GLORIOSA
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A -
Il mondo di allora
„a motivo di cui il mondo di allora, sommerso dall'acqua, perì.“
2 Pietr 3:6
B
- Il Presente Mondo Cattivo
„nei
quali il dio di questo secolo ha accecato le menti di quelli che non credono,
affinché non risplenda loro la luce dell'evangelo della gloria di Cristo,
che è l'immagine di Dio.“ 2 Corinzi 4:4
C - L’
Epoca Terza
„per
raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo,
in Cristo, tutte le cose.......“ Efesini 1:10 |
A guisa di frontispizio a questo volume noi diamo una carta rappresentante il piano di. Dio per
la salvezza del mondo. Per mezzo di essa noi abbiamo cercato di aiutare la
mente, mediante l'occhio, a comprendere
una parte del carattere progressivo del piano di Dio e nello stesso
tempo di rendere chiari i passi progressivi che far debbono tutti quelli
che vogliono ottenere, il cambiamento completo della natura umana alla
natura divina. [253]
In primo luogo abbiamo tracciate tre grandi economie
(dispensazioni e ordini dei tempi di salvezza)
di Dio, A, B, C. La prima, A, comprende lo spazio di tempo che corre dalla creazione al diluvio; la
seconda, B, va dal diluvio fino all'aprirsi del
regno millennario di Cristo, quando egli verrà per la seconda volta; e
la terza, C, durerà dal principio di quel regno fino "nei
secoli (o età) avvenire". Ef. I, 10; II, 7).

Le Scritture si
riferiscono spesso a quelle tre grandi economie divine. A, vien
chiamata il "mondo d'allora";
B, vien chiamata dal Signor Gesù "questo mondo",
da Paolo il "presente secolo malvagio" e da Pietro "i
cieli e la terra del tempo presente".
C vien chiamato il "mondo
avvenire" — "in cui giustizia abita",
in contrasto col presente [253] secolo
(mondo) malvagio.
Attualmente
regna il male, e il giusto deve
soffrire, mentre nel mondo avvenire sarà tutto il contrario; regnerà. la
giustizia, e gli operai d'iniquità. vi soffriranno e finalmente tutto il
male sarà distrutto. |
 “Il
mondo di allora“, sommerso dall’ acqua peri’.

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In
ognuna di quelle
tre grandi economie (epoche o
"mondi") il piano di Dio relativamente all'uomo ha
un'impronta' separata e distinta; tuttavia egli altro non è in ciascuna
che una gran parte del piano unico, il quale, una volta compiuto dimostrerà
la
sapienza
divina, non ostante che le sue parti isolate considerate separatamente non
mettano in rilievo tutti i loro
profondi significati. Poichè
il primo "mondo" (cieli e terra) passò
all'epoca del diluvio,
ne consegue che fosse un ordine di cose differente
del "presente secolo malvagio" di cui Satana è il
principe secondo la dichiarazione del nostro Signore; conseguentemente il
principe del presente secolo malvagio non fu il principe del mondo che
precedette il diluvio, sebbene non vi fosse senza influenza. Molti passi della Scrittura proiettano raggi di luce sui
procedimenti di Dio durante quell'economia,
e ciò ci fa meglio comprendere il gran piano definitivo di Dio.
Risulta da quei passi che
il primo "mondo", o
l'economia antidiluviana fu sotto la sopraintendenza e
l'amministrazione speciale, degli angeli, ai quali fu concesso di
adoperarsi secondo il lòro potere alla rigenerazione della razza degenerata
e decaduta. Essi senza dubbio erano desiderosi di tentarne la prova,
col consenso di Dio, imperocchè
l'interesse loro si manifestò coi loro gridi
di gioia e di canti di trionfo riguardo alle opere
della creazione (Giob. XXXVIII, 7).
Gli
angeli
furono i governatori autorizzati, sebbene infruttuosi, di quell'epoca; ciò
non solo è indicato da tutti i rapporti che si riferiscono a quel periodo
ma può essere dedotto ancora con ragione dalla dichiarazione dell'apostolo
allorchè opponendo la presen [255] te
economia a quella del passato e a quella del futuro, egli dice:
"Conciossiachè egli
non abbia sottoposto agli angeli il mondo
avvenire, del quale parliamo" (Ebr. II, 5).
No, quel mondo sarà sotto all'intendenza del Signore Gesù
e dei suoi coeredi; e perciò l'amministrazione ne sarà molto più
giusta non solo di quella del presente "mondo malvagio",
ma sarà altresì molto più fruttuosa di quella del primo mondo sotto
l'amministrazione degli angeli, di cui lincapacità (Gen., VI, 1-4; Giuda, vers.
6, 7) si manifestò in ciò che l'iniquità dell'uomo crebbe a tal segno che Iddio
nella sua ira e giusto sdegno distrusse la razza intiera che viveva allora
ad eccezione di otto persone (Gen., VII, 13). |
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Durante
il "presente mondo malvagio" fu permesso all'uomo di far la prova
di governarsi da sè; ma in ragione della caduta egli
passò sotto alla dominazione di Satana "il principe di questo
mondo" e lottò invano contro i
suoi intrighi e segrete
macchinazioni nei suoi sforzi per governarsi da sè durante
il lungo periodo che corre dal diluvio al tempo
presente.
Quel
tentativo dell'uomo di governarsi
da sè sotto a Satana, finirà nel tempo della più grande
distretta che il mondo abbia mai vista o conosciuta.
E ciò avrà dimostrata non solo l'impotenza
degli angeli per la salvezza della umana razza, ma altresì il magro
successo dei proprii sforzi dell'uomo per ottenere condizioni
soddisfacenti. |
D -
L’Eta’
degli Ebrei
L’Eta’
dei Patriarchi – Come Dio ha trattato specialmente con Abrahamo, Isacco
e Giacobbe.

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La
seconda di quelle tre grandi economie, B, è composta
di tre età diverse, di cui ognuna è un passo
progressivo, conducente più in su, secondo il piano
di Dio. 
L'età
D fu quella durante la quale i procedimenti
speciali di Dio concernettero dei patriarchi
che furono Abrahamo, Isaacco e Giacobbe.
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E -
L’Eta’
degli Ebrei
“Soltanto
voi ho conosciuto fra tutte le famiglie della terra.“ Amos 3:2


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L'età E è la giudaica, o il periodo che seguì
la morte di Giacobbe,
durante la quale tutta la progenie fu trattata da Dio come suo "popolo", sotto la sua cura speciale. [256] A
quel popolo Iddio dimostrò grazie speciali e dichiarò:
"Voi soli ho
conosciuti d'infra tutte le nazioni della terra"
(Amos, III, 2).
Come
nazione gl'Israeliti servirono di tipo
alla chiesa cristiana, "la nazione santa, il
popolo d'acquisto". La promesse
che furon loro fatte erano tipiche di "promesse migliori"
che son fatte a noi.
Il
loro viaggio attraverso
il deserto, verso la Terra promessa, fu il simbolo
del nostro viaggio attraverso il deserto del peccato,
verso la Canaan celeste. I loro sacrifizi li giustificavano
in modo tipico e non in realtà; "perciocchè
egli è impossibile che il sangue di tori e di becchi tolga i peccati"
(Ebr., X, 4).
Ma
nell'età evangelica, F, noi abbiamo i
sacrifici più eccellenti che fanno la riconciliazione
per i peccati di tutto il mondo. Noi abbiamo il "real sacerdozio"
composto di tutti coloro che offrono se
stessi a Dio in "sacrifizio
vivente", santo e gradevole per Cristo Gesù, il quale è il sommo sacerdote che
professiamo (Ebr., III, 1).
Nell'età evangelica noi
troviamo la realtà di ciò che l'età giudaica
co'suoi servizi, le sue ordinazioni,
simboleggiava o tipificava (Ebr., X, 1).
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F -
L’
Eta’
dell’
Evangelo
„Perciò,
fratelli santi, che siete partecipi della celeste vocazione, considerate
l'apostolo e il sommo sacerdote della nostra confessione di fede, Gesú
Cristo.“ Ebrei 3:1
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L'età
evangelica, F, è il periodo durante il quale i
membri del corpo di Cristo sono chiamati fuori dal
mondo, e siccome vengono loro mostrate per la fede
e la corona di vita, e le più grandi e le più preziose
promesse, essi possono per loro mezzo (per l'obbedienza
verso l'appello e le sue esigenze) divenire
partecipanti della natura divina (2 Piet., I, 4).
E'
concesso ancora al male di regnare sul mondo e di governarlo, affinché,
al suo contatto, i membri del
corpo di Cristo possano essere provati per vedere
se essi vogliono rinunciare alla natura umana coi
suoi beni ed i suoi privilegi —
un sacrificio vivente
—
col confermarsi all'esempio dato loro da Gesù, morendo,
onde poter essere considerati degni di risvegliarsi
nella sua somiglianza alla risurrezione (Sal.,
XVII, 15). [257] |
G -
L’
Eta’
Messianica
„Aspettiamo
nuovi cieli e nuova terra nei quali abita la giustizia.“ 2 Pietro
3:13


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La
terza grande economia, C, sarà composta di parecchie
età — "le età future".
La
prima di esse, l'età millenaria, G, è
la sola riguardo alla quale abbiamo
qualche ragguaglio definitivo. Sono i mille anni
durante i quali Cristo regnerà su tutte le famiglie
della terra, benedicendole, e adempiendo in tal
modo
"il ristabilimento di tutte le cose; di cui Iddio ha parlato per bocca di tutti i suoi santi profeti (Fatti, III, 19-21).
Durante
quell'età il peccato e
la morte saranno divelti per sempre
"conciossiachè convenga ch'egli regni, finché egli abbia messi tutti i suoi nemici ai suoi piedi. Il nemico, che sarà
distrutto l'ultimo, è la
morte — la morte adamica (I Corr., XV, 25, 26).
Quello
sarà il grandioso periodo di ricostruzione.
La chiesa, la sposa, il Corpo di
Cristo sarà unita con Lui, come egli lo ha promesso
dicendo:
"A chi vince io
donerò di seder meco nel mio trono siccome
ancora io ho vinto, e mi son messo a sedere col Padre mio nel suo trono" (Ap., III, 21).
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H -
L’
Eta’
che verrano
„Per
mostrare nelle età che verranno le eccellenti ricchezze della sua grazia.“
Efesini 2:7 |
Le
"età avvenire", H, che seguono il grande periodo di ricostruzione, saranno
delle, età di perfezione, di beatitudine e di
prosperità.
Le scritture tacciono riguardo a ciò che vi
si farà. Basti il sapere fin
qui che saranno delle età di gloria e di benedizioni
sotto
la grazzia divina. |
Mietitura
dell’
Eta’
Ebrea
„Alzate
i vostri occhi e mirate le campagne come già biancheggiano per la
mietitura.“
Giovanni 4:35
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Ognuna di quelle economie ha le sue stagioni distinte per il principio e
lo svolgimento dell'opera sua, ed ognuna terminasi con una mietitura che manifesta i suoi frutti.
La mietitura alla fine
dell'età giudaica fu un periodo di quarant'anni,
corrente dal principio del ministerio di Gesù, allorch'Ei fu unto dallo
spirito di Dio, (Fatti, X, 37, 38), nell'anno 29, fino alla distruzione di Gerusalemme, nell'anno 70.
In, quella mietitura si chiude l'età giudaica e l'età
evangelica si apre. Vi fu incontro e sovrapposizione
di due età — distendendosi l'una sull'altra — come viene rappresentato nel diagramma. [258] |
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In un certo senso l'età
giudaica terminò quando alla fine dei
suoi tre anni e mezzo di ministerio Gesù
rigettò quella nazione dicendo: "Ecco, la vostra
casa vi è lasciata deserta..." (Matt., XXIII, 38).
Tuttavia
i Giudei ottennero ancora altri tre anni e mezzo di favore in ciò
che l'evangelo fu limitato ancora sì a lungo ad essi soltanto, e ciò
conformemente alla dichiarazione del
profeta (Dan. IX, 24-27) circa
le settanta settimane (d'anni) di grazia verso di essi, in mezzo
all'ultima delle quali il Cristo sarebbe reciso (morrebbe), ma "non
per se stesso".
"Cristo morì (non per se stesso, ma) per i nostri peccati", il
che cagionò la cessazione del sacrifizio e dell'offerta nel mezzo della
settimana, tre anni e mezzo prima dello spirare delle settanta settimane
convenzionali di favore giudaico. Va da sè che allorquando il vero
sacrificio fu compiuto, il sacrificio tipico non aveva più la sua ragion
di essere e non poteva più a lungo essere riconosciuto da Geova. |

L’Evangelo
portato ai Gentili |
In un senso più largo
l'età dei giudei si chiude dunque
colla fine della settantesima settimana, o dei tre
anni e mezzo dopo la crocifissione, — epoca in cui l'Evangelo fu altresì
predicato ai Gentili, cominciando da
Cornelio (Fatti, X, 45). A quel punto
la loro età si chiude per quanto riguarda i favori di Dio verso di essi e
del loro riconoscimento come chiesa giudaica; la loro esistenza nazionale
terminò più tardi, nel tempo della grande distretta
che seguì.
E'
in quel periodo della mietitu ra
giudaica che si trova
il principio dell'età del Vangelo.
Lo scopo di quell'età fu la convocazione, lo
svolgimento e la prova del "Cristo
di Dio" — capo
e corpo. E' la dispensazione o l'economia dello spirito.
Convien dire adunque che l'età evangelica
cominciò coll'unzione di Gesù. "di spirito santo e di potenza" (Fatti, X, 38; Luc., III, 22; IV, 1-18) all'epoca del suo battesimo. Ma per ciò che
concerne
[259] la Chiesa, il suo corpo, essa non ebbe principio se non tre anni, più
tardi. |
Mietitura
durante l’
Eta’
dell’
Evangelo
„Al
tempo della mietitura io dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania
e legatela in fasci per bruciarla; il grano, invece, riponetelo nel mio
granaio.“
Matteo 13:30
„la
mietitura è la fine del mondo.“ (Eta’). Matteo |
Un'epoca
di mietitura è altresì il periodo della fine
dell'età del Vangelo, periodo in cui vi ha nuovamente
incontro e sovrapposizione di due età — l'età
del Vangelo che trapassa e l'età futura del millennio
che si apre. — I due periodi invece di succedersi
camminano parallelamente per un pò di tempo.
L'età
del Vangelo si chiude per epoche, a somiglianza
del suo modello e
"l'ombra sua" — l'età giudaica.
Nel modo stesso che in
quell'epoca 'i primi sette anni furono consacrati in un senso speciale per Israele, così ancora qui noi troviamo la menzione di sette anni, avendo il medesimo significato e la medesima importanza per la chiesa del Vangelo che cioè deve seguire un periodo di afflizione ("di fuoco") sule mondo, come
punizione dell'iniquità e come
preparazione del regno di giustizia: — Ne discorreremo più a lungo in
seguito. |
N -
Grado di Perfezione Umana
-- Reale o Calcolato
„Che
cosa è l'uomo, perché tu ti ricordi di lui, Tu lo hai fatto per un po'
di tempo inferiore agli angeli,....“ Ebrei 2:6-9
P - Grado
di Perfezione a tipo
„La
legge infatti, avendo solo l'ombra dei beni futuri e non la realtà stessa
delle cose, non può mai rendere perfetti quelli che si accostano a Dio
con gli stessi sacrifici che vengono offerti continuamente, anno dopo
anno.“
Ebrei
10:1
R - Il
grado del Peccato e della depravazione.
„Perciò,
come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo
del peccato la morte, cosí la morte si è estesa a tutti gli uomini,
perché tutti hanno peccato.“
Romani
5:12 |
IL SENTIERO CHE
CONDUCE ALLA GLORIA
K,
L, M, N , P, R, rappresentano ognuna delle gradazioni diverse.
N è il grado o la posizione della natura umana perfetta. Adamo
trovavisi a quel punto prima del peccato, ma dall'atto
della sua disubbidienza egli cadde al grado
della depravazione e del peccato, R, nel quale
nacquero tutti i suoi. discendenti.
Quel grado corrisponde alla "via larga della perdizione" o
distruzione.
P rappresenta il grado di giustificazione tipica considerata come essendo stata raggiunta mediante i sacrifizi della legge.
Non era una perfezione reale, "perciocchè la legge non ha compiuto nulla" (Ebr., VII, 19).
N rappresenta non solo il grado di perfezione umana che occupava già l'uomo perfetto, Adamo, ma altresì la posizione di ogni persona giustificata.
"Cristo morì per i nostri peccati secondo le
Scritture", ed in conseguenza tutti i credenti in Cristo, [260] tutti
coloro che l'accettano come colui che li giustifica e che si appropriano per
fede l'opera sua compiuta e perfetta, sono riguardati da Dio come giustificati, come se fossero uomini perfetti, come se
non fossero stati mai peccatori: agli occhi di Dio tutti coloro che
accettano Cristo come il loro Redentore
sono considerati come essendo al grado di perfezione umana, N.
— E' l'unica posizione per la quale l'uomo possa avvicinarsi a Dio, o per la quale
egli possa aver comunicazione alcuna con Dio.
Dio
chiama figliuoli (figliuoli umani) tutti coloro che sono a questo
grado. E' in questo senso che Adamo fu un
figliuolo (Luca, III, 38) ed ebbe comunione con Dio prima d'aver
peccato. Tutti coloro che accettano
l'opera compiuta del riscatto di Cristo, nostro Redentore, sono
considerati come ristabiliti alla
primitiva purezza e sono in comunione con Dio.
|

Il
Battesimo - Un simbolo della Consecrazione.
„Presentati
i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio
vivente.“
Romani
12:1 |
Durante
l'età del Vangelo Iddio fece un'offerta speciale agli esseri umani
giustificati, dicendo loro che
mediante certe condizioni essi possono cambiare di natura; che essi
possono cessare di essere umani e
terrestri e diventare degli esseri spirituali e celesti, come
Cristo il loro Redentore.
Molti
credenti (persone giustificate) si
contentano della gioia e della pace che posseggono per la fede
nella remissione dei peccati; essi non badano alla voce che li invita a
salire più in su. Altri, posseduti dall'amore di cui Iddio ha dato prova
col loro riscatto dal peccato e sentendo di non appartenere più a sè
stessi, ma a colui che li ha riscattati
a gran prezzo, dicono: Signore,
che vuoi tu che io faccia? — A costoro risponde il Signore per bocca di Paolo:
"Io vi esorto adunque, fratelli, per le compassioni di Dio, che
voi offriate i vostri corpi in ostia vivente, santa, accettevole
a Dio, il che sarà da parte vostra un servizio
ragionevole (Rom., XII 1).
Che cosa intende
l'apostolo coll'esortarci ad offrire
[261] noi stessi in sacrifizio vivente? Egli intende dire che dobbiamo
consacrare ogni facoltà e talento che possediamo al servizio di Dio; che ormai non viviam più per noi
stessi, nè per i nostri amici, nè per
la nostra famiglia, nè per il mondo, nè per altra casa alcuna, ma per
colui che ci ha riscattati col suo sangue prezioso. |

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Tuttavia, siccome Iddio
non accetta sacrifizi imperfetti e
difettosi, e siccome per Adamo tutti siamo diventati peccatori,
come possiamo noi essere ostie accettevoli?
Non siamo santi come Gesù,
che non conobbe peccato, poichè siamo la razza condannata; nè manco perchè siamo riusciti a raggiungre una perfezione di
condotta, poiché non pretendiamo aver toccata la perfezione alla quale
siamo chiamati; anzi
"abbiamo
questo tesoro in vasi di terra (fragili o di scarsa
resistenza) acciocchè l'eccellenza di
questa potenza (il nostro perfezionamento
definitivo) sia da Dio (dalla grazia' sua) e non già da noi
(dalla
nostra abilità)" (2 Cor., IV, 7).
Ma
la nostra santità e la nostra ammissibilità, come sacrifizi, vengono da ciò che Iddio ci ha giustificati
gratuitamente di tutti i nostri peccati per la fede in Cristo Gesù. |

K - Il
grado di Gloria
„La
vita eterna a coloro che cercano gloria, onore e immortalità, perseverando
nelle opere di bene.“ Romani
2:7
L
- Il grado di perfezione di
un essere spirituale
„Gesú
le disse: Non toccarmi, perché non sono ancora salito al Padre mio...“
Giovanni
20:17
M -
Il grado della procreazione
„Lo
Spirito Santo scese sopra di lui in forma corporea come di colomba; e dal
cielo venne una voce, che diceva: Tu sei il mio amato Figlio...“ Luca 3:22,
Atti 10:38

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Tutti
coloro che comprendono questa chiamata e
la seguono si rallegrano 'di essere trovati degni di soffrire l'obbrobrio
per il nome di Cristo, e non guardano alle cose visibili, ma alle
invisibili "alla corona di vita", — il "prezzo della chiamata (o dell'altissima vocazione) di Dio in Cristo Gesù" (Filipp.
III, 14) — e "alla gloria futura che deve essere in noi
rivelata".
Tutti costoro non son
'con sidera.ti più oltre come
uomini a partire dall'istante della loro consacrazione a Dio, bensì come
essendo generati da Dio per la parola della verità, essi non sono più umani ormai, ma figliuoli
spirituali. Essi sono ora d'un grado più vicini alla sal. vezza, al
premio, che nol fossero allorchè ebbero [262] creduto.
(Rom. XIII, ll).
Ma
il loro essere spirituale è
ancora imperfetto; essi non sono ancora che generati
dallo spirito e non ancora nati. Essi sono dei
figliuoli spirituali allo stato embrionale sul grado M, il grado di
procreazione, spirituale.
Generati com'essi sono dallo spirito
non sono considerati più come
umani, ma come spirituali; conciossiachè la natura umana,
già la loro, essendo essa stata giustificata,
è ora abbandonata, e considerata come morta, e
accettata da Dio, —
quel sacrificio gli è vivente,
santo e gradevole.
Essi
sono ora creature nuove in Cristo: "Le
cose vecchie (speranze, volontà e ambizioni
umane) son passate; ecco, ogni cosa è fatta
nuova". "Or voi non siete nella carne, ma nello
spirito, se pure lo spirito di Dio abita in voi" (2 Cor. V,
17; Rom. VIII, 9). Se siete stati generati
dallo spirito, "siete
(come esseri umani) morti,
e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio". (Col.
III, 3).
Il
grado L
rappresenta la condizione degli esseri
spirituali perfetti; ma prima che il grado L possa
essere raggiunto, le condizioni del nostro patto debbono
essere effettuate.
Fare il
patto con Dio, volere
essere morto ad ogni cosa terrena, sta bene ma altra
cosa è l'osservare quei patto durante tutta
la nostra carriera terrestre.
— il "trattare
duramente
il proprio corpo" (mortificarlo),
il perdere di
vista la volontà propria e compiere unicamente quella del Signore.
L'ingresso al grado (o sullo
scalino) L vien
chiamato nascita, o pieno ingresso nella
vita come essere spirituale. L'intiera Chiesa perverrà a
quel grado appena essa sarà raccolta o scelta
dal mondo nella "mietitura"
o nella fine dell'età del Vangelo.
"Quelli
che son morti in Cristo risusciteranno primieramente, poi noi viventi, che saremo
rimasti, saremo trasformati in un baleno in esser
spirituali, perfetti con dei corpi simili al "corpo
glorioso" di Cristo, (Filipp. 21); "perciocchè
[263]
convenga che questo mortale rivesta immortalità".
Allora, quando ciò che è perfetto sarà venuto, ciò che è parziale (la
condizione di procreazione coi
diversi impedimenti ai quali
siamo ora, sottoposti) sparirà".
Resta
tuttavia un passo da fare, al di là della perfezione
di esseri spirituali, cioè la "gloria che seguirà",
—
al grado K. Non ci riferiamo qui ad una
gloria della persona ma ad una gloria della potenza
e della posizione. Raggiungendo il grado L,
siamo condotti alla pienezza della gloria personale,
alla trasformazione in esseri gloriosi pari a Cristo.
Ma dopo essere così
perfezionati e resi simili al nostro Signore e Capo,
noi saremo altresì associati con lui alla "gloria"
di potenza e di posizione,
ci sarà dato di sederci sul suo trono, siccome lui,
che dopo essere stato reso perfetto alla sua risurrezione,
s'è seduto alla destra della Maestà nei luoghi
altissimi. In tal modo nei entreremo nella gloria eterna, grado K. |
a - Adamo
nella Perfezione
„Così
DIO creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di DIO...“
„Allora
DIO vide tutto ciò che aveva fatto, ed ecco, era molto buono...“
Genesi 1:27,31
b - Il
colpevole Adamo e la sua posterita’
prima del Diluvio
„Ora
l'Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra...“
Genesi 6:5
c - Gli
Antichi Dignitari
„...Abrahamo credette
a Dio e ciò gli fu imputato a giustizia.“
Romani 4:3
d -
L’
umanita’
dal Diluvio all’Eta’
Messianica
„Perciò,
come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo
del peccato la morte, cosí la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché
tutti hanno peccato.“
Romani 5:12
e -
Israele carnale
giustificato a tipo come Nazione
„La
legge infatti, avendo solo l'ombra dei beni futuri e non la realtà stessa
delle cose, non può mai rendere perfetti quelli che si accostano a Dio con
gli stessi sacrifici che vengono offerti continuamente, anno dopo anno.“
Ebrei 10:1
f -
Tempo d’angosci
per i Giudei
„Egli
ha in mano il suo ventilabro, per pulire interamente la sua aia e
raccogliere il grano nel suo granaio; ma brucerà la pula con fuoco
inestinguibile.“
Luca 3:17
g -
Gesu’
all’Eta
di 30 anno era un uomo perfetto.
„...Cristo
Gesu’, ......svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo
simile agli uomini.“
Filippiesi 2:5,7 |
Studiamo
ora accuratamente la carta, e notiamo i suoi
schiarimenti sulle varie parti del piano di Dio.
In quegli schiarimenti adoperiamo la figura d'una
piramide per rappresentare la perfezione, visto
ch'essa benissimo vi si presta e che le Scritture vi, ricorrono spésso.
Adamo
era un essere perfetto, vedete piramide a; osservate la sua
posizione al grado N, che rappresenta la perfezione umana.
Sul grado R, grado del peccato e dell'imperfezione
o della corruzione, la piramide mozzata ovvero la
figura imperfetta, b, rappresenta Adamo ed i suoi
discendenti, — degradati,
corrotti e condannati.
Abrahamo
ed altri ancora di quei tempi, giustificati
in considerazione della fede (cioè considerati come
perfetti) sono rappresentati con una piramide
(c) sul grado N.
Abrahamo
era un membro della famiglia umana depravata e, per
natura egli apparteneva
[264] al grado R col rimanente dell'umanità; ma Paolo ci dice che
Abrahamo fu giustificato mediante la fede, cioè che a cagione della sua
fede Iddio
stimò ch'egli fosse senza peccato, perfetto.
L'èstimazione
di Dio lo innalzò al dissopra del mondo d'uomini
corrotti e peccatori al grado N, e quantunque,
in realtà imperfetto ancora, egli fu trapiantato
nella grazia e nel favore di Dio che Adamo aveva
perduto, cioè alla comunione con Dio come un "Amico" (Giac. II, 23).
Tutti coloro che sono nel grado
di perfezione (senza peccato) N, sono a mici
di Dio, e Dio è il loro amico; ma i peccatori (sul
grado R) sono nell'inimicizia contro a Dio, —
"nemici per le loro opere malvagie".
Il
mondo dopo il diluvio, rappresentato dalla fi gura
d, rimase sul grado R, in inimicizia, ove egli rimane
finchè la Chiesa del Vangelo sia eletta, e che
cominci l'età millenaria. Durante l'età giudaica in
cui i sacrifici tipici, di tori e di becchi lo purificavano (non in realtà ma in
modo tipico), "perché la legge non ha
portato nulla a compimento" (Ebr. VII, 19).
"L'Israele
secondo la carne" era giustifi cato
in modo tipico, noi poniamo adunque quel popolo
(e) sul grado P, la posizione della giustifica zione
tipica che corre dall'inaugurazione della legge sul Sinai fino alla sua
abolizione per Cristo Gesù che l'inchiodò
alla croce.
Ouivi
la giustificazione tipica cessa
per l'istituzione dei "sacrifici più eccellenti" che
i tipi giudaici, di quelli che in realtà tolgono i peccati del mondo, e che
realmente conducono gli astanti (coloro
che vi si accositano) alla perfezione
(Ebr. X, 1).
Il
fuoco della prova e dell'afflizione per cui passò
l'Israele carnale quando Gesù fu presente e che egli
lo vagliò personalmente raccogliendo il frumento
(il grano), i "veri Israeliti" della sua Cheisa sa nominale, — e
specialmente allorchè dopo a separazione del grano egli arse intieramente"
la pu [265] la
(paglia, parte inutile di quel sistema) al fuoco inestinguibile
(finchè tutto sia intierarnente consumato),
ci è illustrato dalla figura f.
Era
un tempo d'affizione
a cui quei popolo fu nell'impossibilità
di sfuggire. (Ved. Luc. III, 17, 21,
22; I Tess. II, 16).
All'età
di trent'anni, l'età virile dell'uomo fatto, Gesù
fu uomo perfetto (g). 'Avendo
lasciata la gloria dell'esistenza spirituale
egli divenne uomo, affinché per la grazia di Dio egli potesse gustare la morte per tutti. La giustizia
della legge di Dio è assoluta, occhio per occhio,
dente per dente, vita per vita.
Era indispensabile quindi che
un uomo perfetto morisse per l'umanità,
perchè in verun altro
modo potevano essere
soddisfatte le esigenze della giustizia divina. La morte di un angelo non poteva maggiormente pagare il
castigo e liberar l'uomo di quel che lo potessero
i sacrifizi di "tori e
di becchi"
che non poterono mai togliere il peccato.
Ond'è
che, colui che fu chiamato "il principio della
creazione divina" divenne uomo, "fu fatto carne" affin di
poter dare quel. riscatto (prezzo corrispondente) che
riscatterebbe l'umanità. Conveniva che fosse uomo perfetto, senza di che non
avrebbe potuto maggiormente di un
membro qualunque della razza umana pagare il
prezzo.
Egli era "santo, innocente, senza lordura, e
separato dai peccatori". Egli, rivestì
la stessa forma o sembianza che hanno i peccatori — "la
forma della carne del peccato",
— la somiglianza umana.
Ma
si rivestì di quella
sembianza nella sua perfezione: egli non partecipò
al peccato, nè alle sue attrattive ed eccitazioni
che abitano nella carne degli uomini peccatori,
nè alle loro imperfezioni, salvo che, durante il suo
ministerio, egli condivise volontariamente le pene
e le debolezze di alcuni, caricandosi dei loro dolori
e delle loro infermità e comunicando loro la
sua vitalità, la sua salute, le sue forze, secondo [266] ch'egli
è scritto:
|
 |
"Veramente
egli ha portati i
nostri
languori, e si è caricato delle nostre doglie". (Es. LIII,
4), "ed usciva da lui una virtù (forza, vigore)
che li sanava tutti"
(Matt. VIII, 16,
17; Marc.
V, 30; Luca. VI, 19). "Essendo
apparso come uomo (perfetto), abbassò
sè stesso, essendosi fatto ubbidiente infino alla morte,
e la morte della croce". Egli presentò sè stesso a Dio dicendo: "(Nel
rotolo del libro è scritto di me). Io vengo o Dio,
per fare la tua volontà." — e simboleggiò quella
consacrazione con un battesimo di acqua.
E presentandosi così,
consacrando l'esser
suo, il suo sacrificio fu santo (puro) e accettevole
a Dio, il quale provò il suo gradimento col colmarlo
di spirito e dì potenza, — allorché lo Spirito
Santo scese su di luì e in tal modo fu unto. |
h -
Gesu’
procreato al flume Giordano.
„E Gesú, appena fu battezzato uscí fuori
dall'acqua; ed ecco i cieli gli si aprirono, ed egli vide lo Spirito di
DIO scendere come una colomba e venire su di lui.“
Matteo 3:16
i - Gesu’
fu’
risucitato come un essere Divino.
„Egli stesso è il capo del corpo, cioè della
chiesa; egli è il principio, il primogenito dai morti...“
Colossesi 1:18 |
Quell'atto
di essere ripieno dello Spirito Santo fu
la sua
procreazione ad una nuova natura, la natura divina che doveva svilupparsi
e nascere pienamente allorquando egli avrebbe
compiuto il suo sacrifizio
— il sacrifizio della natura umana.
Quello
procreazione
fu un passo che lo innalzò dalla natura
umana,
e vien dimostrata dalla piramide h,
al grado M, la posizione di
coloro che sono generati spiritualmente.
Gesù passa tre anni e mezzo
della sua vita
su quel gradino, — fin che la sua esistenza si
termina alla croce, dopo essere stato morto tre giorni,
egli fu risvegliato alla vita, alla perfezione di un essere spirituale (il
grado L) — nato dallo spirito — "il primo nato tra i
morti". "Ciò che è nato dallo Spirito è spirito".
Quindi Gesù fu uno spirito (un essere
spirituale) alla sua risurrezione e lo è per sempre; egli
non è più ormai, in nessun senso, un essere umano.
Vero è che dopo la sua risurrezione Gesù
aveva il potere di apparire sotto la forma umana, e ch'egli apparve così onde potere
istruire i suoi discepoli e provar loro ch'egli non era più morto; ma [267] egli non era più un uomo,
e non più inceppato dal legami della natura umana; egli
poteva andare e venire
come gli garbava (anche quando le porte erano "serrate od
abbarrate") e nessuno poteva dire nè onde andasse nè
d'onde venisse.
"Così è di chiunque
è nato dello spirito" (Giov.
III, 8; conf. XX,
19-26)
|
k -
Gesu’
40 giorni dopo la risurrezione rivestito di gloria Divina.
„Che egli ha messo in atto in Cristo
risuscitandolo dai morti e facendolo sedere alla sua destra nei luoghi
celesti, al di sopra di ogni principato, potestà, potenza, signoria e di
ogni nome che si nomina.“
Efesini 1:20,21
l
- Gesu’,
durante l’
eta’
dell’
Evangelo ... sedendosi col Padre nel Suo trono.
„A chi vince concederò di sedere con me sul mio
trono, come anch'io ho vinto e mi sono posto a sedere col Padre mio sul suo
trono.“
Apocalisse 3:21 |
Dal momento in cui si
offerse in sacrifizio,
all'epoca del suo battesimo, l'umano fu considerato come morto ed è
in quel periodo che la nuova
natura fu considerata come avendo avuto principio; essa si
completò alla risurrezione, quando egli raggiunse il grado
spirituale perfetto, L, —
e risuscitò corpo spirituale. Quaranta giorni dopo la
sua risurrezione, Gesù sedette alla destra della Maestà nei luoghi
altissimi,
— sul grado della gloria divina, K (piramide k). Durante
l'età del Vangelo egli è stato nella gloria (l) sedendosi col
padre sul suo trono", e fu durante tutto quel tempo
il capo della chiesa sulla
terra, — guidandola e
dirigendola.
Durante l'età evangelica
tutta
intiera la chiesa fu in progresso,
sia nello sviluppo della
disciplina, come della prova, affinchè nella chiusura o mietitura
dell'età essa divenga la sposa e la coerede di Cristo. E'
perciò chessa partecipa alle
sue sofferenze onde potere altresì essere glorificata con lui (grado K)
quando il tempo sarà giunto.
I gradi che la Chiesa
deve percorrere fino alla sua
glorificazione sono i medesimi che furono percorsi dal suo Signore e
conduttore che ci
"lasciò un esempio
affinchè seguissimo le sue orme",
eccezione
fatta che la Chiesa esce da una posizione inferiore.
Come abbiam veduto, il
nostro. Signore venne al mondo al grado di perfezione umana, N, mentre che tutti noi della razza adamica, siamo a un grado
inferiore, R, — il grado del peccato,
dell'imperfezioe [268]
dell'inimicizia contro a
Dio. La prima cosa adunque
che deve avvenire in noi è quella di, essere giustificati e di pervenire
così al grado N.
Come può avvenire
ciò? Per le buone opere? No! Dei peccàtori non possono compiere
delle buone opere. |

|
Non potremmo raccomandarci a Dio, e perciò Iddio
commenda l'amor suo verso di noi in ciò che, quando ancora eravamo
peccatori, Cristo è morto per noi". (Rom. V, 8). Così la condizione
mercè la quale arriviamo alla giustificazione o all'umanità perfetta è che
Cristo morì per i nostri peccati, ch'egli ci riscattò e che ''per
la fede nel sangue d'esso" ci ha reinstallati sul grado della
perfezione dal quale rademmo in Adamo. "Noi siamo giustificati (innalzati al
grado N) per la fede". Ed essendo giustificati per
fede noi abbiamo pace appo Dio" (Rom. V, I) e non siamo più da Dio considerati come nemici, bensì come
figliuoli umani, giustificati al medesimo grado
a cui lo furono Adamo e Gesù, salvo che dessi furono perfetti realmente mentre che noi non siamo
che considerati tali da Dio.
Noi ci appropriamo quella
giustificazione, considerata come tale per
la fede nella parola di Dio, la quale: dice "Voi siete
stati riscattati", "liberati", "giustificati"
da ogni cosa (Fatti, XIII, 39), "giustificati
gratuitamente" (Rom. III, 24).
Agli occhi di Dio noi siamo irreprensibili, senza
macchia e santi nella veste dí giustizia
di Cristo imputataci per la fede. Egli lasciossi imputare i nostri
peccati affin di portare per noi il nostro castigo; egli mori per noi, come
se fosrz e stato peccatore. Conseguentemente la sua giustizia e
imputata (Rom. IV, 6) a tutti coloro che accettano
la sua redenzione, e con essa tutti i diritti e tutti i beni
posseduti prima dell'avvento del pecvato. |

|
Essa ci restituisce alla vita e ci mette in
rapporto con Dio. Noi possiamo godere sull'istante di quella
comunione per la fede, — e sappiamo che una comunione piu
perfetta ancora, in un colla vita [269] e la gioia, ci sono
assicurate al' "proprio tempo di Dio". Non dimentichiamo però
che la giustificazione, per
quanto preziosa essa sia, non opera cambiamento veruno della natura
(1): noi resteremo degli esseri umani. Noi siamo sàlvati
dallo stato miserando del
peccato e dall'allontanamento da Dio, e invece di peccatori umani siamo
dei figliuoli umani; ed ora perchè siamo dei figliuoli,
Iddio ci parla come a figliuoli.
Durante l'età del
Vangelo egli chiamò la "piccola
greggia" di "coeredi" dicendo: "figliuol mio
dammi il tuo cuore" cioè date voi stessi, le vostre
forze, la vostra volontà, i vostri talenti e tutto il vostro essere a me,
come Cristo vi ha dato un modello; ed io vi farò figliuoli
in grado più elevato che quello dell'umanità. Io vi muterò in figliuoli spirituali
con dei corpi spirituali, simili a quello di Cristo risuscitato — il
quale è "il carattere della sussistenza" del Padre.
Se voi rinunziate ad ogni
speranza
terrena, alle ambizioni, agli onori, ecc., se vi consacrate
intierarnente, usando la vostra natura umana al mio servizio, vi
darò una natura più elevata di quella della vostra
razza; vi farò partecipanti
della natura divina", — eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pur
soffrite con Lui affinchè con lui altresì siate glorificati. |
|
|
(1) Il termine natura è adoperato male a proposito allorchè
dices' d'un uomo ch'egli è di un naturale malvagio.
Al senso assoluto, nessun
uomo è di natura cattiva. La natura umana è "molto buona", essa è,
una immagine terrestre della natura divina.
Così ogni uomo è buono di natura; la difficoltà sta in ciò che quella buona natura si è corrotta.
E' dunque contro natura
di un uomo di essere malvagio, brutale, ecc. ed è naturale e divino
l'essere invece buono.
E' in questo senso originale che adoperiamo il
termine natura nel caso presente. Siamo giustificati per Cristo ad un ricuperamento completo di
tutti i privilegi e di tutte le benedizioni della nostra natura umana, — l'immagine
terrestre di Dio.
[270] |
|
|
Chiunque apprezza al suo giusto valore ciò che
ci vien presentato nel Vangelo, respinge con piacere "ogni carico",
e corre con pazienza e prosegue con perseveranza
il "corso propostogli" affin di ottenerre
il premio. Le nostre opere non furono destinate a giustificarci. Il nostro Signore ha tutto compiuto, e se
accettiamo per la fede l'opera sua compiuta siamo giustificati, elevati al
grado N. Ma se noi andiamo più
oltre dichiariamo che quell'innalzamento non andrà senza le opere.
Evidentemente non dobbiamo perdere la fede,
altrimenti perderemmo la nostra
giustificazione, ma se, una volta giustificati, noi restiamo nella
fede, siamo resi capaci (mediante la
grazia di cui siamo stati dotati colla nostra
procreazione per lo spirito) di fare delle opere, e di portare dei
frutti grati a Dio. E Iddio aspetta ciò da noi perciocchè è il
sacrifizio che abbiamo convenuto di compiere. Iddio aspetta che noi
proviamo di sapere apprezzare il gran prezzo offrendo tutto ciò che
abbiamo e tutto ciò che siamo ; non all'uomo, ma a Dio, — un sacrificio
santo e accettevole per Cristo — nostro servizio — razionale. |

L’offerta della vedova (due spiccioli) cio’,
indicando che il Cristiano offersi tutto cio’ che possiede.

|
Se gli rimettiamo tutto
ciò, noi, diciamo : Signore, in qual modo vuoi tu che io ti rimetta
questo, cioè il mio tempo, la
vita mia, i miei talenti, la mia influenza, ecc.?
Poi se noi cerchiamo
nella sua parola la risposta, noi
udiamo la sua voce che ci insegna a dare tutto ciò che abbiamo,
come Gesù stesso lo fece, facendo del
bene a chiunque secondo che se ne
offre l'occasione, principalmente ai domestici della fede, —
somministrando loro il cibo spirituale o corporale, rivestendoli della giustizia di Cristo o di
vestimenti terreni, secondo la nostra capacità e secondo i loro bisogni Avendo tutto consacrato, noi
siamo generati dallo spirito, abbiamo raggiunto
il grado M, ed ora, se facciamo uso della forza che ci è
stata data, noi possiamo consumare il nostro patto ed uscire vittoriosi, sì
e più ancora, per [271] virtù di colui che ci ha
amati e ci ha riscattati col suo prezioso sangue. Ma, nel seguire così le traccie di Gesù,
Nel riposo non cullarti,
Non stimarti vincitor,
Non sei certo della corona
Che dopo la pugna gloriosa.
La corona sarà riportata
allorchè come il fedele nostro fratello Paolo, noi avremo combattuto il buon combattimento e finito il corso, non prima.
Fino a quel punto la
fiamma e l'incenso del nostro
sacrifizio, che è l'opera nostra e il nostro servizio, debbono salire
quotidiana-
mente come un sacrifizio
di odor soave al cospetto di Dio, grati per Cristo Gesù nostro
Signore. |
|
I membri di quella classe
di vincitori che "dormono"
risusciteranno come esseri spirituali al grado L e quelli della
stessa classe che vivranno e resteranno
fino alla venuta (greco, Parousia presenza) del Signore saranno "mutati"
o trasformati al medesimo grado di esseri
spirituali e non "dormiranno"
neppure un istante (del sonno della morte), sebbene quel mutamento
necessiti la dissoluzione del corpo terrestre.
Essi non resteranno più
a lungo degli
esseri deboli, mortali e corruttibili, ma saranno allora pienamente nati
di spirito, — esseri celesti, spirituali,
incorruttibili e immortali (I Cor., XV,
44, 52).
|

|
Non sappiamo quanto tempo
dopo il loro "mutamento" o
perfezionamento, in essere spirituali (grado L), costoro,
come una schiera piena e completa, saranno
glorificati (al grado K) col Signore (come chiesa trionfante),
e uniti con lui in potenza e gloria grande.
Tale unione e piena glorificazione
dell'intiero corpo di Cristo col capo sono, secondo la nostra
comprensione, le "nozze dell'Agnello" colla
sua sposa allorch'essa entrerà nella [272] gioia del suo Signore. |
m -
Una classe generati, i
quali apparteneranno alla grande folla.
„...vidi una grande folla che nessuno poteva contare,....
questi stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, coperti di
vesti bianche e avevano delle palme nelle mani.“
Apocalisse 7:9
n - La
Classe generata sara' la sposa di Cristo.
„Non temere, o piccol gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi
il regno.“
Luca12:32 |
Volgiamo nuovamente
l'occhio alla carta, — n,
m,
p, q, sono quattro classi distinte che rappresentano assieme la Chiesa
evangelica nominale, e pretendono essere, nel loro insieme, il corpo di
Cristo. Le due classi m ed n sono sul grado
M, grado di coloro che sono generati spiritualmente.
Quelle due classi
esistettero durante tutta l'età del Vangelo; amendue conclusero un
patto, secondo il quale diverrebbero dei "sacrifizi
viventi"; l'una e l'altra furon "grate nel suo
Diletto" e generate dallo spirito come "nuove
creature".
La differenza fra di esse
consiste in ciò che n
rappresenta coloro che sono fedeli a quel patto e che sono
morti con Cristo alla volontà
terrena, alle ambizioni e alle passioni umane, mentre che m
rappresenta la più gran folla di credenti generati dallo
Spirito, i quali, ahimè! indietreggiano tremanti davanti
alla piena esecuzione
del loro trattato.
La classe n è
quella dei vincitori,
la sposa di Cristo, che sederà col Signore sul suo trono in grande
gloria (grado K). E' la "piccola greggia"
alla quale è piaciuto al padre di dare il regno (Luca, XII, 32).
I membri della classe m tremano all'idea della morte
della volontà umana, ma
Iddio continua ad amarli ancora, e li ricondurrà per la via della
distretta e dell'afflizione al grado L, quello della
perfezione spirituale. Essi avranno perduto il grado K,
perchè non sono dei vincitori.
Se noi apprezziamo
l'amore del nostro padre, se
teniamo all'approvazione del nostro Signore, se desideriamo
diventare membri del suo corpo, la sua sposa, e sederci con lui nel suo
trono, conviene che adempiamo fedelmente e
volontariamente il nostro patto di sacrifizio.
|
p -
Credenti ma non
consecrati a pieno.
„Poiché molti sono chiamati, ma pochi eletti.“
Matteo 22:14
q - Si
presentano in Chiesa ma non credono -- Sono Ipocriti.
„Guardatevi dai falsi profeti, i quali vengono a voi in veste di pecore,
ma dentro sono lupi rapaci.“
Mattheo 7:15

„Lasciate che crescano entrambi insieme fino alla mietitura; e al tempo
della mietitura io dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e
legatela in fasci per bruciarla; il grano, invece, riponetelo nel mio
granaio.“
Mattheo 13:30

|
La grande maggioranza
della chiesa nominale è rappresentata
dalla sezione p. Osservate che non sono sul grado M,
ma bensì sul grado N: essi sono giustificati, ma non santificati. Essi non sono
intieramente [273] consacrati a Dio, e non
sono perciò generati
come, esseri spirituali.
Sono
tuttavia più elevati del mondo perchè
accettano. Gesù come loro Redentore
dal peccato; ma essi non hanno accettata la chiamata celeste di
questa età che li invitava a diventare membri della
famiglia spirituale di Dio.
Se essi continuano nella
fede e si sottomettono completamente alle giuste leggi
del regno di Cristo, essi
perverranno finalmente, nella restituzione, alla somiglianza dell'uomo
perfetto, terreno — Adamo. Essi ricupereranno
completamente tutto ciò che fu perduto
da quest'ultimo. Essi raggiungeranno la stessa perfezione umana,
mentale, morale e fisica, e saranno di nuovo
all'immagine di Dio come Io fu Adamo, poiché essi sono stati
riscattati.
E la loro posizione
di giustificazione, grado N, come di quelli
che udirono parlare della salvazione per Cristo e che vi credettero, è
una benedizione speciale di cui essi godono per la fede
alquanto prima del mondo in generale — poiché nel Millennio
tutti perverranno
a una accurata conoscenza della verità. Essi avranno avuto almeno il
vantaggio di aver fatto più presto alcuni passi e progressi nella buona
direzione.
Ma la classe p non trae profitto
dell'utilità reale della giustificazione nel
tempo presente, che è concessa collo scopo speciale di
mettere alcuni nel caso
di fare il sacrifizio grato e di divenire così la classe n
come membri "del corpo di Cristo".
Quelli della
classe p
ricevono la "grazia (giustificazione) di Dio invano"
(2 Cor., VI, 1): essi mancano di utilizzarla per progredire
nella santificazione e presentare se stessi in ostie
grate, durante questo tempo
in cui Iddio accetta i sacrifizi. Sebbene non siano "santi"
né membri del "corpo" consacrato, l'apostolo li chiama "fratelli"
(Rom. XII, 1).
Ed è in quel
medesimo senso che l'intiera razza una volta ristorata,
sarà composta per sempre di fratelli del [274] Cristo e figliuoli di Dio
sebbene d'una natura diversa. Iddio è il Padre di tutti
coloro che sono in armonia con lui, poco importa
la loro natura ed il grado
che essi occupano.
La sezione q al
disotto del grado N rappresenta un'altra classe unita
alla Chiesa nominale, i cuì membri non credettero mai in
Gesù come nel sacrifizio pei loro peccati,
e perciò non sono giustificati, non sono sul grado N. Essi sono "lupi
in manto di pecora"; si chiamano però
cristiani e son considerati come membri della chiesa professante.
Essi non sono veri credenti
in Cristo come loro Redentore; essi appartengono al grado R; essi partecipano
dél mondo, e non sono al loro vero posto nella Chiesa, anzi le
fanno torto e la disonorano. Si è adunque in quella
condizione indecisa, con tutte quelle diverse classi frammiste, n, m, p,
e q, chiamantesi
tutte cristiane, che esistette la Chiesa attraverso l'età del
Vangelo.
Così fu, come il nostro Signore
lo aveva predetto. Il regno (nominale) dei cieli (la chiesa nominale)
fu simile a un campo frammisto
di frumento e di zizzania: Lasciate crescere l'uno e l'altro insieme fino
alla mietitura, dice egli, e all'epoca della
mietitura dirò ai mietitori ("agli angeli",
ai messaggeri): cogliete prima le zizzanie e legatele in
fasci, per bruciarle; ma accogliete il grano nel mio granaio
(Matt. XIII, 24-42). |
|
Quelle parole del nostro
Signore ci insegnano che
s'egli ha voluto che le due classi crescessero insieme durante l'età del
Vangelo, e fossero considerate come membri della
Chiesa praticante, egli ha risoluto altresì che unepoca di separazione
verrà tra
quei diversi elementi, epoca in cui coloro che formano veramente la
Chiesa, i santi (n) approvati da Dio ed appartenenti a
lui, saranno manifestati.
|

|
Durante l'età del
Vangelo la buona semenza cresce
in un colla zizzania, o la falsificazione. "La buona
semenza sono i figli del regno", i figliuoli spirituali,
[275] classe n e m,
ma la zizzania, "sono i figliuoli del maligno". Tutta la classe q
e molti della classe p sono adunque della zizzania; perciocchè "niuno
può servire a due padroni",
e "voi siete schiavi di colui a cui obbedite".
Non solo quelli della
classe p non consacrano i loro servizi e i loro
talenti al loro Signore che li riscattò — un servizio
razionale — ma essi impiegano senza dubbio una gran
parte del loro tempo e dei loro talenti in opposizione a
Dio e quindi al servizio dell'avversario.
|

La Mietitura e’ tempo di separazione....il grano dalle zizzanie. |
Osservate ora sulla carta
"l'epoca della mietitura" o la fine
dell'età del Vangalo : notate le due parti in cui essa è divisa.
— 7 anni e 33 anni, il simbolo o l'epoca parallela
esatta della mietitura dell'età giudaica.
Quella mietitura, come
quella dell'età giudaica,
è anzitutto un tempo di prova e d'ispezicne o di stacciamento per
la Chiesa, in seguito un tempo di ira e d'effusione
delle "sette ultime piaghe" sul mondo, compresavi la
Chiesa nominale.
La Chiesa giudaica era "l'ombra"
o il modello al punto di vista carnale di
tutto ciò di cui gode la Chiesa evangelica al punto di
vista spirituale. Ciò che
vagliò l'Israele secondo la carne nella mietitura della sua età fu la
verità che gli fu presentata all'epoca della sua visitazione.
La verità giunta allora
a maturità fu la falce che separò i "veri
Israeliti" dalla chiesa nominale israelita; e il vero frumento
non era se non un piccolo frammento in confronto di
quelli che facevano professione
di appartenervi.
Così è pure della
mietitura di questa età. La mietitura dell'età evangelica,
come quella dell'età giudaica,
è sotto la sorveglianza del mietitore capo Gesù Signor nostro, il
quale allora sarà presente (Apoc. XIV, 14). Il primo compito
del nostro Signore nel
mietitura di questa età sarà quello di separare il vero dal falso. Il
Signore chiama la Chiesa nominale [276] "Babilonia" (confusione)
a cagione della sua condizione mista; e la mietitura è l'epoca della separazione
delle diverse classi nella Chiesa nominale e della maturazione e
perfezionamento della classe n.
Il
grano sarà separato dalla zizzania, e il grano maturo da quello che non lo
sarà, ecc. Quelli della classe n sono delle primizie del grano e dopo
essere stati separati essi saranno al proprio tempo la sposa di Cristo e
saranno simili a lui in eterno. |
r -
Gesu’,
ala sua venuta seconda
„E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi
accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi.“
Giovanni 14:3
s - La
piccola Gregge separata dalla Chiesa falsa.
„Poi udii un'altra voce dal cielo che diceva: «Uscite da essa, o popolo
mio, affinché non abbiate parte ai suoi peccati e non vi venga addosso
alcuna delle sue piaghe.“
Apocalisse 18:4
S - Il
tempo d’angoscia per il mondo durante la Mietitura dell’ Evangelo.
Separazione del Grano e le Zizzanie.
|
La separazione di quella piccola greggia da
Babilonia è indicata dalla figura s. La Chiesa è sul punto di
divenire una col Signore, di portare il suo nome
e di partecipare alla, sua gloria. Il Cristo (capo e corpo)
glorificato è dimostrato dalla figura w.
Le figure t, u e v rappresentano
Babilonia (la chiesa nominale), che
cade e se ne va in frantumi durante il "tempo di torbidi",
nel "giorno del Signore". Quantunque ciò possa
sembrare spaventevole, si può
nulladimeno dire che è, in, realtà, un gran bene per tutto il
vero frumento. Babilonia crolla perchè essa non è ciò che fingeva di
essere.
La chiesa nominale novera numerosi ipocriti che
si sono aggiunti ad essa a cagione della
sua posizione onorevole agli occhi del mondo. Il Signore fu in ogni
tempo conscio del suo vero carattere, ma conformemente alla sua risoluzione,
la lasciò così fino alla mietitutura,
in cui egli raccoglierà fuori dal suo regno (vera Chiesa, e legherà
in fasci) tutte le cose che offendono, e
quelli che commettono iniquità; e li getterà nella fornace ardente
(di afflizione, per la distruzione del loro sistema nominale e della loro falsa
professione):
"Allora i giusti
(la classe n)
risplenderanno come il sole nel regno del padre loro" (Matt. XIII,
41-43).
La distretta che sta per colpire la chiesa
proverrà in una larga misura dall'accrescimento dell'incredulità e dalle
diverse specie di spiritismi (credenze
alle manifestazioni dei morti), che saranno prove severissime per
Babilonia
[277] perchè
quest'ultima pratica tante dottrine contrarie
alla parola di Dio.
E
siccome nella mietitura
dell'età Giudaica, la croce di Cristo fu una pietra d'intoppo per il Giudeo,
avido di gloria e di potenza, e, pazzia
pel Greco savio secondo il mondo, così
sarà nella mietitura dell'età del Vangelo; la croce
sarà nuovamente la pietra d'intoppo e la roccia
di scandalo.
Colui
che ha edificata la sua fede sopra Cristo, appassionandosi sopra
altra cosa che sull'oro, l'argento e le
pietre preziose delle verità divine, si troverà dolorosamente provato
durante il tempo della collera e
del furore.; perciocchè tutto il
legno, il fieno e la stoppia delle tradizioni umane sarà
consumato.
Coloro
che hanno edificato coll'oro, e che,
in conseguenza furono separati da Babilonia,
sono rappresentati dalla figura s
mentre che
t
rappresenta la "grande
moltitudine"
generata dallo
spirito, ma che ha edificato con legna, fieno e
stoppia, — del
grano che al tempo della raccolta delle
primizie, s,
non era ancora giunto a maturità.
|
t -
La Gran folla
„Ora, se uno costruisce sopra questo fondamento, .... legno, fieno,
stoppia, sara’ manifestata mediante il fuoco, e il fuoco proverà quale
sia l'opera di ciascuno...“
I Corinzi 3:12,13
u -
La caduta di Babilonia
„La grande città fu divisa in tre parti e le città delle nazioni caddero,
e Dio si ricordò di Babilonia la grande, per darle il calice del vino della
sua furente ira.“
Apocalisse 16:19
v -
Babylonia, Elemento Ipocrito
„Egli gridò con forza e a gran voce, dicendo: E' caduta, è caduta
Babilonia la grande, ed è diventata una dimora di demoni, un covo di ogni
spirito immondo.“
Apocalisse 18:2
w -
Il Cristo Glorioso, Capo e Corpo.
„E io, Giovanni, vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, pronta come
una sposa adorna per il suo sposo.“
Apocalisse 21:2 |
Essa,
la classe t,
perde il premio del trono e della natura
divina, ma perverrà finalmente al nascimento
dell'essere spirituale d'un ordine inferiore alla natura
divina. Vero è che sono dei credenti consacrati,
ma essi sono a tal segno invasi dallo spirito mondano
che si scordano di dare la loro vita in sacrifizio.
Sì, "all'epoca (stessa)
della
mietitura" quando
i membri viventi della sposa saranno stati separati dalla Chiesa nominale,
gli altri credenti, compresavi la classe t, saranno lenti a dare ascolto
alla verità che agirà come principio separativo.
Essi saranno lenti a
credere e lenti ad operare
in quel tempo di separazione. Essi saranno, non v'ha dubbio costernatissimi, allorchè riconosceranno in seguito che la Sposa è
pervenuta all'apice ed è unita col Signore, e che
essi hanno perduto il gran
premio per essere stati troppo
indifferenti e sovra carichi ma la bellezza del
[278] piano di Dio che essi
comincieranno a discernere come essendo un piano d'amore,
per essi e per tutto
il mondo, calmerà rapidamente la, loro tristezza, e con grida di
giubilo, essi diranno:
"Alleluia! Perciocchè
il Signore Iddio nostro, l'onnipotente ha
preso a regnare. Rallegriamoci, e giubiliamo, e diamo a lui la gloria;
perciocchè son giunte le nozze dell'Agnello,
e la sua sposa s'è apparecchiata" (Apoc. XIX, 6, 7).
Osservate, altresì, le
ampie provvigioni
del Signore: Il messaggio è loro recato: — Sebbene non siate la
sposa dell'Agnello, voi potete assistere al banchetto di
nozze.
"Beati coloro che sono
chiamati alla cena delle nozze dell'Agnello !"
Mercè le discipline del
Signore, coloro che comporranno quella moltitudine
entreranno, al proprio tempo,
intieramente nella realizzazione del piano divino; essi laveranno
le loro stole affin di raggiungere finamente la
posizione y, il grado spirituale L, la più vicina alla
sposa (Apoc. VII, 14, 15) |
x -
La classe gloriosa di
Cristo regnando.
„...ma essi saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui mille
anni.“
Apocalisse 20:6
y - La
gran folla
„...Dopo queste cose vidi una grande folla che nessuno poteva contare, questi
stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, coperti di vesti
bianche e avevano delle palme nelle mani.“
Apocalisse 7:9
z - Israele
carnale restaurato.
„E cosí tutto Israele sarà salvato come sta scritto: Il liberatore verrà
da Sion, e rimuoverà l'empietà da Giacobbe.“
Romani 11:26
|
Il tempo di distretta, per
quanto concerne il mondo verrà dopo che Babilonia avrà
cominciato a cadere e
a dissolversi.
Sarà uno sconvolgimento
di tutta la
società e di tutto il governo umano, la qual cosa preparerà il mondo pel
regno della giustizia. Durante
il tempo di distretta, S, Israele secondo la carne
(e) che è stato tagliato dall' ulivo fino a che sia entrata la
pienezza dei Gentili, sarà ristaurato alla grazia di Dio,
e la chiesa cristiana, o
l'Israele spirituale, sarà completata e glorificata.
Durante l'età del
Millennio, Israele sarà la principale nazione della terra,
in testa a tutti quelli che sono sul grado terrestre N,
in unità e armonia colle quali tutti i
giustificati cadranno insensibilmente.
Il suo ristabilimento
alla perfezione della natura umana, come altresì quello del mondo in
generale, si
compierà poco a poco e richiederà tutta quanta l'età millenaria per il
suo compimento. Durante [279] quei mille anni del regno
di Cristo la morte adamica sarà inabissata e distrutta.
Le sue varie manifestazioni,
malattie, debolezze, dolori piegheranno davanti alla potenza del
gran Ristoratore fino a che, alla fine dell'età, la grande
piramide della nostra carta
sia completa.
Il Cristo (x) sarà
il capo di tutte le
cose, della grande moltitudine, degli angeli e degli uomini, il più
vicino al Padre; il più vicino in rango sarà "la
turba grande" d'esseri spirituali (y) e quindi gli angeli ; poi
verrà Israele secondo la carne (z) ma i veri
Israeliti soltanto, alla testa delle nazioni della terra ;
e finalmente il mondo umano (w) ristorato alla
perfezione d'esistenza simile a Adamo, il capo della razza umana, prima ch'ei peccasse. Quella ristorazione si compirà gradualmente durante il Millennio — i "tempi di
refrigerio e di ristoramento"
(Atti III, 21).
Ve ne saranno tuttavia,
che saranno sterminati d'infra il popolo ; prirnieramente coloro i
quali, dopo cento anni d'occasione
alla piena luc, rifiuteranno di fare dei progressi verso la giustizia
e la perfezione (Esaia LXV, 20) ; e in secondo luogo,
coloro i quali, avendo
fatti dei progressi dal lato della perfezione, si mostreranno nulla di meno
sleali e infedeli alla prova finale alla chiusura
dell'era millennaria (Ap. XX,
9).
Costoro morranno della
morte seconda di cui
non vi sarà più risurrezione. Una sola piena e intera prova individuale
è prevista. Un solo riscatto è stato dato, e
Cristo non muore più in eterno.
Se noi contempliamo il
glorioso piano del nostro Padre celeste che è
l'esaltazione della chiesa e la benedizione
d'Israele e di tutte le famiglie della terra per mezzo di essa Chiesa
mediante un ristabilimento di tutte le cose,
l'inno angelico ci ritorna alla mente : |
W -
L’Umanita’
restaurata alla perfezione ed armonia con Dio.
„... Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Ed egli abiterà con loro; e
essi saranno suo popolo e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio.“
Apocalisse 21:3 |

"Gloria a Dio nei luoghi altissimi, pace in terra e benevolenza inverso gli uomini!".
"Radunare
ogni cosa in Cristo", tale sarà il compimento del piano di Dio. Chi dirà
allora che il piano di Dio [280] fu un progetto sbagliato?
Chi dirà allora che Egli non ha governato il male in
modo che che ne risulti finalmente del bene e
fatto sì che il furor dell'uomo e dei
demoni volga alla sua gloria e lode? (Sal. LXXVI, 12).
La figura d'una piramide
risponde non solo benissimo
all'illustrazione degli esseri perfetti, ma essa
serve ancora a illustrare l'unità dell'intiera creazione quale
nell'adempimento del piano divino essa sarà una, allorché la perfezione e
l'armonia di tutte
le cose saranno raggiunte sotto alla direzione del Cristo, il capo, non
solo della Chiesa che è il corpo d'esso, ma altresì di
tutte le cose nel cielo e sopra la terra (Ef. I, 10).
|

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Cristo Gesù fu il "principio",
il "capo", la "pietra del vortice",
la "pietra del capo del cantone" di quella grandiosa
struttura, la quale fin qui non è che principiata, ed ogni pietra
di sotto deve esservi
edificata in conformità esatta colle linee e gli angoli della pietra
angolare. Poco importa quante
qualità di pietre entreranno in quella costruzione ; poco, importa
quante nature diverse troveransi tra i figliuoli di Dio,
terrestri o celesti, conviene che tutti si conformino
all'imagine del suo figliuolo
per essergli grati in eterno.
Tutti coloro che
vogliono entraré in quell'edifizio debbono partecipare allo spirito di
ubbidienza e d'amore inverso Dio e verso le sue creature
tutte (manifestato in
Cristo in modo così sublime), l'adempimento della legge: Ama il
Signore Iddio con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua,
con tutta la forza tua con
tutta la mente tua, e il tuo prossimo come te stesso.
|
|
Durante il corso dello
svolgimento di questa riunione
di tutte le cose terrene e celesti sotto ad un capo (secondo il cenno
che ce ne dà la parola di Dio) Cristo Gesù, il capo fu
scelto il primo in secondo luogo viene la
chiesa chè il corpo d'esso; [281] vengono in seguito gli
angeli ed altre classi spirituali; poi i grandi uomini, o
l'eletta d'Israele e il mondo.
Cominciando dal più eccelso l'incorporazione continua fino a che
tutti coloro che vogliono siano stati condotti in unità
e in armonia.
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|
Può sembrar strano che
quella pietra preziosa del
vertice angolare e provata sia posta la prima e sia chiamata pietra
fondamentale (Esaia XXVIII, 16). Ciò illustra il fatto che il fondamento
di ogni speranza
in Dio e nella giustizia non è posto sulla terra, ma bensì nei
cieli E coloro che s'edificano
su di
essa e s'uniscono a quel fondamento celeste, vi sono aggiunti per mezzo
delle attrazioni e delle leggi celesti. E quantunque
tale regola sia giusto il
rovescio d'un edifizio terreno, quanto meglio ei conviene alla pietra,
all'immagine della quale tutta la struttura deve essere
fondata, di essere posta la prima.
Conviene altresì che Gesù
— la base, sia posto
in alto e non abbasso; e che noi, pietre vive, siamo edificati in lui
per ogni cosa. E' in tal modo che l'opera progredirà durante
l'età millenniale fino a
che ogni creatura di qualsiasi natura, in cielo e sulla terra, lodi e serva
Iddio, e ciò conformemente alla regola di perfetta
ubbidienza.
L'universo sarà allora
purificato; perciocchè
"succederà che chiunque
non avrà ascoltato quel profeta (in quel giorno),
sarà sterminato d'infra il popolo" — nella morte seconda. (Fatti
III, 23).
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IL TABERNACOLO NEL
DESERTO
La lezione medesima che
fu esposta nella "carta delle età"
è altresì insegnata ivi in quel tipo divinamente organizzato, la
cui significazione sarà esaminata più a fondo in
seguito. Noi lo poniamo a
lato affinchè si osservi bene che i vari gradi o passi fino al luogo
santissimo (o santo dei santi) di cui abbiamo testè esaminati i dettagli,
vi sono altresì
insegnati. Fuori del cortile del tabernacolo [282] trovasi il mondo intiero,
immerso nel peccato sul grado di depravazione R.
Entrando per la "porta." nel "cortile"
noi diventiamo credenti ed occupiamo il grado di giustificazione N.
Coloro che procedono nella
consecrazione si affrettano verso la porta del tabernacolo, e, entrandovi (grado M)
diventano sacerdoti.
Essi sono fortificati dai
"pani di presentazione"
e illuminati dal "candeliere" e son resi capaci di offrire profumi (incensi) gradevoli a Dio per Cristo Gesù, presso all "altare
d'oro".
Finalmente nella prima
risurrezione, essi entano
nella condizione spirituale, nel "santo dei san ti" (grado L) ove sono allora
uniti con Gesù nella gloria del regno, grado K.
|

MILLENNIO.
Su
stanchi peregrin, alziam la fronte,
Lasciam
dei timor nostri i vani affanni;
Quei
che spirò del Golgota sul monte
Regnerà presto, regnerà Mille anni.
Il
tempo del riposo omai s'appressa:
Rechiam
l'alta novella al re, al plebeo;
Ripetiam
lieti ad ogni gente oppressa
Che
durerà mille anni il Giubileo.
Sebben
copra un istante un fosco velo
L'Alba
del dì seren delle età prime,
Il
vago sol, il sol promesso, in cielo
Mille
anni a splender sorgerà sublime.
Vieni,
età della gloria! Il volo affretta!
Ci
apparirà quel dì dei santi il santo.
Deh,
fossi io pur infra la gente eletta
Che
regnerà mille anni a Lui daccanto!
Millennio!
Gloria dell'età futura!
E'
il lieto dì promesso già alle genti;
E'
di Sion l'aurora inclita e pura
Vaticinata
già dai pii veggenti.
(Poems
and Hymns of Dawn). |
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